Giovanni Battista ERMACORA.
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FENOMENI RIMARCHEVOLI DI MEDIANIT.
Osservati senza Medi di Professione.
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1892. Tipografia Angelo Baglioni, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
              http:\\www.galiano.it
       ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: Daniela Rebagliati e Paolo Alberti per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber". Ulteriori informazioni sul sito: http://www.liberliber.it/
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ESTRATTO.
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dagli Annali dello Spiritismo in Italia 1892.
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Nello scorso Ottobre 1891 mi trovava in campagna nel piccolo villaggio di Ceresetto presso Udine. Grande era il mio desiderio di cercare se fra quella gente affatto ignara di Spiritismo mi fosse dato trovare qualche buon medio capace di produrre alcuni di quei fenomeni che ancora da molti vengono attribuiti a sapiente inganno dei medi di professione. Ma quello che maggiormente mi spron alla ricerca fu la lettura dei sorprendenti risultali ottenuti in una famiglia privata di Rio Janeiro per mezzo della. medianit di due fanciulli ad essa appartenenti, risultati descritti dal Prof. A. Alexander dell'Universit di Rio e dal Signor Davis pubblicati da F. W. H. Myers nei Proceeding of the Society for psjchical Research di Londra.
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Perci cominciai una serie di sedute alle quali prendevano parte mia madre, due donne ed un uomo di servizio (Caterina, Maria e Francesco), due fanciulli, figli del nostro castaldo (Anna e Giuseppe) e spesso la loro madre (Marzia) o il loro padre (Girolamo). Per tre o quattro sere attendemmo invano, per quasi un'ora, che un piccolo tavolino rotondo, sul quale imponevamo le mani, eseguisse qualche movimento. Finalmente si mosse e, come avviene di solito, prima con movimenti pigri, indi pi lesti. Per prima cosa mi occupai di sapere quali fossero i medi e trovai che la pi forte era Anna Rodaro, figlia undicenne del detto castaldo, indi veniva per ordine suo fratello Giuseppe di anni 14; qualche attitudine parve mostrare anche Maria, nostra domestica.
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L'Anna Rodaro che, come si vedr in seguito, fu l'agente precipuo dei fenomeni osservati merita una speciale menzione, ed ecco perch. Generalmente chi ha voluto dedicare qualche tempo allo studio scientifico dei fenomeni prodotti dalla medianit lo ha fatto per cos dire d'occasione, approfittando di qualche medio pi o meno celebre di professione che ne ritraeva lucro o per lo meno sostentamento. Perci mille sospetti di frode, spesso giustificati, che costringevano gli sperimentatori a controlli addirittura vessatori e che malgrado questi spesso lasciavano nella diffidenza i lettori dei resoconti di quelle esperienze.
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I fatti che sto per descrivere non hanno alcun pregio sia di novit, sia di rarit per chi ha cognizioni di questi argomenti; ma hanno un enorme valore per coloro che ne sono digiuni ed  che non ammettono alcun sospetto di frode da parte della media. E salvo che l'impostura non venga imputata allo sperimentatore, nel qual caso sarebbe affatto inutile che alcuno si occupasse di scienze d'osservazione, mi sar facile provarlo.
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Come dissi l'Anna Rodaro ha 11 anni. Nacque da onesti genitori contadini in casa nostra dove visse sempre; da bambina fu assai malaticcia ed anche ora  molto delicata e di uno sviluppo fisico alquanto inferiore a quello che comporterebbe la sua et.  buona, sincera e piuttosto seria ed assai timida colle persone e naturalmente lo  maggiormente colla nostra famiglia che rispetta nel modo pi corretto. La sua timidezza colle persone fa singolare contrasto colla perfetta confidenza con cui tratta certi fenomeni da lei non solo mai veduti, ma neanche sospettati i quali specialmente nell'oscurit sembrerebbero di natura di dover spaventare una bambina della sua et e del suo carattere.
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 da notarsi che questa sembra una caratteristica dei medi potenti come  caratteristica negli isterici l'indifferenza colla quale subiscono le azioni pi penose e stravaganti. E non v'abbia alcuno che possa supporre che questa attitudine pi di compiacenza che di paura dinnanzi alle manifestazioni conduca a ritenere che ella medesima le producesse con inganno, perch prima di tutto, ripeto, il suo carattere  assolutamente incompatibile con tal modo di agire; in secondo luogo essa non solamente non pu essere abilissima illusionista, ma non ha neanche idea di cosa sia quest'arte; in terzo luogo, essendo perfettamente ed assolutamente ignorante di Spiritismo, non avrebbe saputo di qual gioco giocare; per ultimo dir che, ad onta di tutto questo cumulo d'evidenza, non tralasciai mai quanto potei di sorvegliarla sia per poter fornire maggiori garanzie a coloro che, non conoscendola, non sono in grado di apprezzare come me l'influenza del suo carattere, sia per constatare se agiva anche mediante l'inganno incosciente(1).
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In parecchie circostanze potei anche accertarmi che non andava soggetta ad illusioni e che le sue risposte non venivano modificate da domande suggestive. Cos per esempio chiedendole alle volte se provasse una determinata sensazione, in molte circostanze rispondeva di no, e se io persisteva nella domanda, bench si mostrasse imbarazzata supponendo che io avessi preferito un s, pure la negazione persisteva senza introduzione di mezzi termini.
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 pure rimarchevole l'instancabilit di questa giovanetta nell'uso della sua facolt. Come si vedr, essa la poneva in azione per 4 ed anche 5 ore al giorno senza accusare in minimo grado quell'esaurimento che anche i medi pi forti provano con molto meno lavoro. Nel seguito, quando nomino la media, intendo sempre parlare di questa Anna Rodaro.
Le esperienze che sto per descrivere, bench modeste, hanno anche questo d'interessante, cio che fanno vedere come i medi anche potenti non siano nulla affatto fenomeni rari, ma si possono trovare ovunque e senza fatica.
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Bench un'azione intelligente apparisse subito, come sempre, nei primi movimenti del tavolino, pure non ci fu possibile le prime volte ottenere alcuna comunicazione tiptologica (a colpi battuti). Questo fatto, che  lungi dall'esser raro, ha per una certa importanza che merita di essere segnalata. Infatti pochi giorni dopo ottenemmo con tutta facilit comunicazioni di tal genere sotto l'azione di una intelligenza che si dichiar diversa dalla prima.
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Ora seguendo la teoria che ammette essere l'incosciente degli operatori l'intelligenza attiva nelle manifestazioni, risulta esser difficile concepire come questo incosciente proveniente sempre dalle medesime persone le quali sapevano tutte leggere e scrivere, mostrasse improvvisamente di conoscere l'alfabeto, mentre un giorno prima l'ignorava affatto. E dico l'ignorava perch dalla primitiva intelligenza che dir analfabeta si potevano soltanto ricavare dei s o dei no a segnali e non fu possibile farle compitare una sola parola, anzi con quel mezzo essa stessa confess d'ignorare l'alfabeto dichiarandosene anzi nemica.
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Dopo due o tre sere i movimenti del tavolino si fecero sempre pi energici, anzi una volta alla presenza dei due giovani studenti Braida ed A. Ermacora (i quali si mostrarono pure entrambi dotati di una certa forza medianica) fu esplicatamente levitato, ossia sollevato da terra con tutti tre i piedi contemporaneamente il solito tavolino rotondo il quale pesava da 5 chilogrammi. Questo esperimento venne fatto nell'oscurit; l'innalzamento fu soltanto di qualche centimetro, e naturalmente le nostre mani non toccavano che la sua faccia superiore.
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Nelle medesime condizioni di contatto delle mani il tavolino fece pure grandi escursioni per la stanza sdrucciolando; e dopo ch'io n'ebbi indicato il modo, esegu vere passeggiate camminando su due soli piedi. Dietro mia richiesta esegu pure movimenti di rotazione intorno al proprio asse, e s'inchin fino a terra senza cadere; ma quando io chiedeva che venisse risollevato, non ci riusciva e sdrucciolava invece lungo il suo asse verso la direzione dei suoi piedi.
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Impedito con un ostacolo (uno dei nostri piedi) questo scivolamento, esso si rimetteva in piedi. Inutile aggiungere che anche in questo esperimento non veniva da noi toccata che la faccia superiore del disco, almeno per quanto potevano giudicare le nostre coscienze.
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Un bastone posto disteso a terra fu pure sollevato da uno dei capi fino in direzione verticale col contatto delle dita dei medi sulla estremit che si voleva alzare, e soltanto sulla superficie superiore di questa.
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Furono pure mossi con vivacit e col contatto delle mani un cappello ed altri oggetti. Le precedenti esperienze che servirono come d'introduzione alle seguenti furono fatte dal 12 al 20 Ottobre.
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21 Ottobre.
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Dopo mezz'ora di attesa il tavolino si muove. Questa sera riceviamo per la prima volta comunicazioni alfabetiche per mezzo dei colpi del tavolino (comunicazioni tiptologiche). L'intelligenza attiva si qualifica per Luigia P. contadina, mentre quella che ag precedentemente e non pot mai comunicare per mezzo dell'alfabeto, aveva confermato con un s essere Maria G.; ci dico soltanto onde aver mezzo di distinguere le due diverse individualit, quindi d'ora in poi chiamer ciascuna di quelle intelligenze col nome che essa stessa ci ha indicato, e ci a scopo di brevit ed indipendentemente da qualsiasi ipotesi sulla loro natura. Siccome abbiamo una Maria fra gli assistenti, sono pure costretto per non indur confusione ad aggiungere alle intelligenze che si manifestano medianicamente l'epiteto di spiriti, anche questo ben inteso senza intenzione di annettere alcun significato definito a tale parola.
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Chiesto allo Spirito Luigia se si troverebbe in grado di suonare un'armonica nelle condizioni che le indico, risponde affermativamente.
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Allora consegno alla media un'armonica e faccio che la regga colle sue due mani per la lista di legno che porta i tasti del basso, mentre il soffietto e la tastiera del canto rimangono penzoloni. Siccome temo di non poter ottenere la compressione dei tasti per la sola azione di medianit, cos faccio che la media con un dito tenga compresso un tasto dalla parte dei bassi ove impugna l'istrumento. Fatto scuro e legatici colle mani in catena attorno alla media, questa dice che sente tirare dall'altra parte dell'armonica, ma invece di emettere un accordo, l'istrumento non manda che dei soffi.
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Fatto chiaro ed esaminata la cosa, trovo che il tasto che la media teneva compresso non era quello di un accordo, bens il tasto vuoto che serve di respiro. Ripetuto l'esperimento col tasto buono compresso, l'armonica fa udire subito l'accordo con crescente vivacit e con moto alternato di trazione e compressione. Queste mosse di trazione e pressione vengono fortemente sentite dalla media, perfettamente come se una mano impugnasse la tastiera pendente dell'istrumento e alternatamente ora la tirasse verso il basso ed ora la spingesse in su.
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Questo fatto bench senza dubbio constatato da tutti i medi che fecero questo esperimento, ha una certa importanza in quanto dimostra che la forza agente  realmente applicata alla tastiera pendente dell'armonica e che la reazione di questa forza non  applicata sulle mani della media, le quali in questo caso avrebbero contenuto i punti d'applicazione tanto della forza che della reazione, e per avrebbero subto una risultante nulla.
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Ricordando la classica esperienza dovuta al Gasparin della piattaforma girevole, la quale mostr l'esistenza di una forte coppia (capace di schiantare per torsione una robusta colonna di legno) e nello stesso tempo della relativa coppia di reazione, che impediva a tutto il sistema comprendente i medi di girare, l'osservazione superiore ci permette di ritenere che anche in questo caso le forze di reazione non erano applicate alle mani dei medi nei loro punti di contatto colla tavola; in altri termini, che la forza in giuoco non ha, in questo caso, azione reciproca fra mani e tavolo analogamente a quella che agisce fra un ingranaggio ed una cremaliera, e che perci noi siamo ancora nella pi perfetta ignoranza circa i punti di appoggio di queste forze. In tutte le altre susseguenti ripetizioni dell'esperimento dell'armonica la media sent sempre le alternative di trazione e compressione.
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Mentre il suono dell'armonica continua con brevi riposi e siamo tutti legati in catena attorno al tavolino ed alla media, domando all'incognito suonatore se quell'esercizio lo possa continuare senza stancarsi e siccome nessun medio n altri aveva contatto col tavolino gli dico di dare il segnale di affermazione o negazione con note secche dell'armonica. Con sorpresa mia e di tutti riceviamo risposta affermativa, ma non con note, ma bens con energici colpi battuti dal tavolino il quale si  mosso senza che nessuno lo tocchi.
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In seguito alle esperienze al buio, mentre le mani della media erano impedite e noi si faceva la catena intorno ad essa ed al tavolino, abbiamo sempre ricevuto comunicazioni per mezzo dei movimenti del tavolino, che nessuno degli astanti toccava.
Continuato ancora per qualche tempo l'esperimento coll'armonica, chiedo all'influenza agente se ci sar possibile ottenere il trasporto aereo di un oggetto leggero. La risposta  affermativa e di pi ci viene indicato di legarci in catena ad esclusione della media che deve restare all'interno.
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Dopo qualche tentativo infruttuoso di ottenere il trasporto di un mazzo di fiori da una stanza lontana, da un punto della medesima stanza, in mezzo a noi e seguendo sempre le indicazioni comunicateci, ci riduciamo a provare il trasporto di una semplice viola (fiore) dalle mani della media al tavolino che sta immediatamente vicino. Fatto scuro, dopo pochi istanti la media dice: Sento che me la alzano di mano, e dopo un breve intervallo: non l'ho pi, me l'hanno presa. In quella il tavolino (non toccato da nessuno) batte i tre colpi indicanti riuscita. Acceso il lume, vediamo la viola sul tavolino presso la media. Il tragitto percorso era ben piccolo, circa 20 centimetri in salita, ma, in ogni modo un fenomeno sia pi sia meno appariscente,  sempre lo stesso.
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Cerchiamo senza risultato di ottenere picchi od altri rumori non dipendenti da movimenti di corpi, e cos pure non siamo in grado di ottenere alcuna impronta di membra umane sulla farina, ma  da osservare che non ho al momento a mia disposizione che farina di grano turco, la quale  assai poco plastica. Neppure la levitazione (sollevamento) del tavolino col contatto delle mani si pu ottenere nettamente questa sera, bench a mia richiesta una forza nell'opportuna direzione venga messa in azione a pi riprese, ma si mostra sempre alquanto insufficiente. Terminata la seduta, il tavolino secondo il nostro desiderio espresso vien fatto camminare sino al suo posto consueto, bench apparisca chiaramente che le nostre mani, che appena lo sfiorano al di sopra, non lo spingano n lo guidino.
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22 Ottobre, ore 8.45 pom. - 12.15 ant.
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Dopo 22 minuti di attesa il tavolino si muove e si rivela lo Spirito Luigia P., da cui riceviamo alcune comunicazioni tiptologiche. Dice di conoscere lo Spirito di Vitale Lizzi morto 3 anni orsono all'et di 4 del Francesco (domestico) qui presente, e promette di condurlo la prossima volta. Ci annunzia per questa sera una maggior forza di medianit.
Cerchiamo nuovamente di ottenere impronte sulla farina, ma di nuovo senza risultato. Usiamo bens questa volta farina di frumento, ma  umida e granulosa e perci poco plastica.
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Alla mia domanda se potremo ottenere la scrittura sopra una lavagna ci vien risposto di s.
Consegno allora una lavagna alla media e faccio che la tenga colle sue due mani per i due lati opposti minori della cornice e l'appoggi sulle sue ginocchia; sulla lavagna colloco un pezzetto di gesso tenero. Fatto scuro e legatici in catena come di solito attorno al tavolino ed alla media, si comincia a sentire distintamente il fregamento del gesso che scorre sulla lavagna; poi si sente deporre il gesso e tre colpi battuti dal tavolino (senza contatto) annunciano che l'esperimento  finito.
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Acceso il lume, troviamo scritte in bel carattere sulla lavagna le lettere o u h i. Esse ci vengono ripetute per conferma colla tiptologia e ci vien comunicato che non hanno alcun significato, ma che furono scritte per semplice esercizio. Subito dopo otteniamo un altro messaggio per scrittura diretta sulla lavagna.
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Ripetiamo l'esperimento della sera precedente del suono dell'armonica, indi consegno alla media una di quelle piccole chitarre che servono di giocattolo, e faccio che la tenga colle due mani per la cassa, appoggiandola sulle sue ginocchia. Fatto scuro e chiusa la catena come di ordinario, a nostra domanda, le corde vengono pizzicate con discreta forza, e sentiamo pure, prima di ogni nota, un rumore di stropicciamento identico a quello che avrebbero prodotto dita umane scorrendo trasversalmente sulle corde.
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Indi prendo un disco di legno di abete di 39 centimetri di diametro e 2 di spessore, che aveva fatto in precedenza apparecchiare, il quale era sorretto nel suo centro da un asse intorno a cui poteva liberamente girare, e lo pongo sul tavolino che sta in mezzo a noi. Legati come al solito in catena e fatto scuro, chiedo che il disco venga fatto girare Un oggetto fosforescente postovi sopra vicino all'orlo  destinato a rendere visibili i movimenti. Tosto il disco si pose in moto senza che nessuno di noi lo tocchi, o sappia di toccarlo, ma non mi  possibile ottenere un moto di rotazione continuo e uniforme; invece il disco gira per successive frazioni angolari precisamente come una mano che lo tenesse per l'orlo, lo girasse di un certo angolo e poi tornasse a riprendere la posizione di prima (come si fa per girare il volantino di una valvola).
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Qualcuno di noi dice di aver veduto nell'oscurit qualche scintilla luminosa, e stando alla testimonianza degli altri il fenomeno si riproduce di nuovo a richiesta. Anch'io credo di vederne una sopra Francesco, ma non sono ben sicuro. Parecchi altri ne videro una fra me e Giuseppe. Queste scintille vengono vedute nello spazio e perci non possono venir attribuite a fosforescenza di fiammiferi caduti.
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Devo notare che il fatto di non aver io veduto che con incertezza quello che altri dichiarano di aver veduto bene, fatto che si  rinnovato poi un'altra volta dinanzi ad un simile fenomeno, non prova nulla contro la realt di questo. La mia vista  difettosa e debole e mi avviene continuamente nei pubblici spettacoli di sentir segni di ammirazione o di ilarit nel pubblico il quale vede dei dettagli che io non posso cogliere.
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Guardiamoci bene per dall'ammettere la strana tesi del fisiologo inglese Carpenter, il quale disse, a proposito della levitazione di Home, che vale pi un testimonio che non vede niente che molti che vedono bene. Questa tesi poi gli frutt uno degli smacchi pi umilianti perch il testimonio (un colonnello dell'esercito inglese) che Carpenter sperava non avesse veduto niente, giur invece sul suo onore di aver veduto come gli altri. Ed il Carpenter quella tesi non l'avrebbe certo sostenuta se l'oggetto della testimonianza fosse stato diverso; anzi avrebbe in tal caso verisimilmente concluso secondo il pi elementare buon senso che l'unico testimonio che non vede  precisamente l'unica persona inetta a fornire testimonianza.
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Continuando gli esperimenti, chiedo se ci sar possibile ottenere un contatto sensibile di mani e ci vien risposto di s. A tal uopo faccio pi completa l'oscurit coll'intercettare un lieve barlume che entra da uno spiraglio. Restiamo cos nell'oscurit completa, ben inteso relativamente ai nostri occhi. Domando prima io un contatto sul viso, ma non provo nulla. Ci vien comunicato che l'esperimento riuscir con i medi Anna e Giuseppe. Dopo pochi istanti mentre siamo tutti legati a catena ad eccezione della media che rimane nel mezzo, essa accusa di esser stata toccata sulla mano da una mano calda; indi Giuseppe si sente toccare due volte sopra la mammella sinistra.
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Domando se potrei sentire anch'io il contatto prendendo nelle mie le mani della media mentre gli altri chiudono la catena. Mi viene risposto di s col tavolino, ma non giungo a provare che un'impressione di calore sulla guancia destra come se un raggio di sole mi avesse colpito in tal luogo.
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Seguono varie comunicazioni per mezzo della scrittura diretta sulla lavagna nelle condizioni di prima. Osserviamo per che, rompendo la catena, la scrittura procede pi a stento a quanto si pu giudicare dal rumore del gesso. Per mezzo di questi messaggi veniamo pregati con insistenza di continuare ancora la seduta, e ci vengono chiesti fiori, anzi ci vien domandato di preparare un bel mazzo di viole per le 11 ant. di domani, ora in cui lo Spirito Luigia P. promette di venire per esercitare la media nella scrittura medianica a mano, ed esprime l'intenzione di portarsi via le viole domandateci. Alcune comunicazioni spontanee sulla lavagna hanno anche dello scherzoso. Una termina colle parole non ho gesso, e difatti non ne rimaneva pi che una piccola briciola. Allora ne prepariamo un bel pezzo di grandezza un po' esagerata e la seguente comunicazione comincia colle parole un po' umoristiche ho gesso.
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Durante la scrittura diretta, la media sente la pressione esercitata dal gesso sulla lavagna, e Maria che le sta a contatto, sente le ginocchia della media, che sotto quella pressione cedono e si muovono in armonia ai colpi dati dal gesso. Queste comunicazioni e le altre ottenute in seguito con questi o con altri mezzi sono tutte in dialetto friulano misto a qualche parola italiana per lo pi scorretta nell'ortografia.
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In una comunicazione ci viene promesso dallo spirito Luigia che in seguito non si far pi attendere, ma che verr ad aspettarci; ed infatti d'allora in poi non abbiamo mai pi avuto bisogno di attendere un solo minuto.
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23 Ottobre, ore 11.10 ant. - 12.10 pom.
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La media Anna comincia ad ottenere comunicazioni colla scrittura detta medianica od automatica, cio tenendo la penna in mano. Riceve subito in bel carattere varie comunicazioni dallo Spirito Luigia P., dalle quali rilevo i punti seguenti come degni di nota.
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Sul tavolo era preparato il mazzo di viole che ci era stato chiesto la sera prima e la media lo aveva visto. Ora ci viene scritto: Mi hai portato quel mazzo di viole? che lo veda!; e poi subito di seguito e senza pausa: ora le ho viste, ma non so se le dai a me onde le porti al fanciullo di Francesco (Vitale)(2). Qui dobbiamo rimarcare che quelle parole sono piuttosto contrarie che favorevoli all'ipotesi dell'azione autosuggestiva, perch le viole erano state vedute dalla media anche prima ed erano precisamente innanzi alla carta su cui scriveva.
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Luigia P. scrive ancora, che sarebbe tornata alle 3 a prenderle e che avrebbe accompagnato lo spirito di Vitale o come dice il fanciullo di Francesco per farsi aiutare, e ci d alcune indicazioni per la riuscita dell'esperimento. Ad una mia domanda risponde: vi dir quando verrete oggi, ora andate a pranzo. Alcuni istanti dopo viene la fantesca per chiamarci a pranzo. Quando le prime parole di quella frase incominciarono a venire scritte, la fantesca poteva appena essere partita dalla cucina al piano terreno e noi eravamo al secondo piano non sulla verticale della cucina, ed i nostri sensi (almeno quelli normali) non avevano potuto darci alcun indizio della prossima chiamata. Questo fatto curioso, come vedremo, si rinnov ancora.
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Ore 3 - 5 pom.
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Alle 3 si rivela subito colla scrittura la presenza del solito Spirito Luigia P. Secondo le indicazioni che ci vengono comunicate chiudiamo le imposte (ma entra luce abbondante per le fessure in modo che possiamo vedere distintamente) formiamo la catena attorno alla media, che resta nel mezzo presso al tavolo su cui  posto il mazzo delle viole, e ci asteniamo dal guardare quest'ultimo. L'esperimento non riesce.
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Allora ci limitiamo a porre una sola viola nelle mani aperte della media. Dopo pochi momenti questa dice che gli  stata tolta; ma, fatto chiaro, vediamo che la viola  caduta a terra. Chieste spiegazioni, otteniamo colla scrittura medianica questa comica risposta:
Io l'avevo in mano, e Maria di rabbia me l'ha gettata gi (Maria  il nome che si attribu l'intelligenza analfabeta delle prime sere).
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L'esperimento fallisce una seconda volta, a quanto ci vien comunicato, per lo stesso curioso motivo; finalmente due viole vengono successivamente dematerializzate o pi propriamente trasformate in materia che non cade sotto i nostri sensi, perch dopo non ci  possibile rivenirle in alcun luogo e Luigia ci comunica trionfante che ora le viole non ritornano pi con noi.
Un punto degno di nota nelle comunicazioni ricevute in questa circostanza. In una risposta antecedente era stata intercalata senza ragione la parola aveva affatto estranea al senso. Si comprese che era stata scritta per isbaglio e che l'intelligenza agente dimentic di cancellarla, e nessuno ci pens pi. Quando feci una nuova domanda, e tutti ci attendevamo adeguata risposta, ci fu invece scritto: Ho prima una parola a dire; la parola aveva non vuol dir nulla; ora mi dica pure quello che aveva a dirmi.
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Questa frase inaspettata si accomoda assai meglio all'ipotesi di un'intelligenza attiva indipendente, che a quella dell'incosciente del medio o di tutti gli astanti.
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Avendo io prima preparati molti pezzi di cordicella di varie grossezze coi capi suggellati, tento se mi riesca di ottenere uno dei noti nodi alla Zllner(3), i quali sembrano costituire un'impossibilit geometrica nello spazio a tre dimensioni, e prima spiego naturalmente agl'incogniti operatori ci che desidero ottenere. Messo lo spago nel cavo delle mani della media questo viene audibilmente agitato per alcuni istanti, ma poi un tavolino rotondo, intorno al quale ci eravamo seduti, d un solo colpo annunciante non riuscita.
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Esaminato lo spago vi troviamo bens un nodo ben fatto, ma di quelli che possiamo fare anche noi. Durante l'azione la media sentiva benissimo che lo spago si agitava nelle sue mani. Anche questa volta, bench la stanza fosse alquanto illuminata dalla luce, che penetrava tra le fessure, il tavolino diede il segnale movendosi senza alcun contatto da parte nostra, ci che oggi possiamo constatare coi nostri occhi.
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Ore 8.10 - 11.40 pom.
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Cominciamo col ricevere messaggi diretti sulla lavagna al solito modo; ma poi, allo scopo di poterli conservare, in luogo della lavagna consegno alla media una tavoletta con sopra una carta fissata con puntine da disegno, e sopra questa un pezzettino di lapis. La scrittura avviene egualmente bene tanto che in seguito in luogo delle lavagne adoperiamo sempre per questo scopo carta e lapis.
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Una viola viene portata via dalle mani della media e dematerializzata, a quanto ci vien comunicato dallo Spirito Luigia P.; una seconda volta l'esperimento non riesce e la viola cade a terra, a detta di Luigia, causa l'impertinenza dello Spirito Maria.
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Otteniamo nuovamente il suono dell'armonica nelle condizioni di prima, ma con un piccolo progresso, ed  che oltre l'accordo dovuto al tasto tenuto dalla media vengono compresi successivamente anche i vari tasti del canto i quali sono situati sulla tavoletta che rimane penzoloni. Cos si ottengono note variate per senza melodia. Secondo le comunicazioni  lo Spirito del piccolo Vitale che si compiace in quest'esercizio.
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Indi vien pizzicata dal medesimo agente la piccola chitarra con discreta forza e nelle condizioni della sera precedente. Io mi sciolgo dalla catena ricongiungendola coi vicini e mi preparo per allungar la mano verso la chitarra affine di sentire le vibrazioni della cassa e delle corde; e questo movimento lo eseguisco di soppiato in modo che, salvo i miei due vicini, gli altri compresa la media non possono accorgersi di nulla. Il suono cessa all'istante e non riprende se non quando abbandono l'agguato.
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Cerco nuovamente di ottenere i nodi Zllner, ma senza riuscita. Non otteniamo come oggi che dei nodi fatti con tutto il doppio dello spago. Il primo  assai stretto e fatto con cura in modo che il cappio libero non esca visibilmente dal nodo, il quale cos prende l'apparenza sferica, il secondo su mia richiesta vien lasciato lasco. La media durante l'operazione sente sempre lo spago agitarsi in mano; una volta lo spago le vien levato di mano e cade a terra.
Suo fratello Giuseppe dice di aver visto una scintilla nell'aria.
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Consegno alla media una tavoletta con sopra un foglio di carta affumicata preparata in precedenza, e faccio che la tenga colle due mani ed appoggiata sulle ginocchia come per la scrittura diretta. A nostra richiesta otteniamo nell'oscurit l'impronta di due punte di dita sulla carta affumicata. Rinnovato l'esperimento, otteniamo l'impronta delle cinque punte delle dita di una mano destra; e finalmente una terza volta otteniamo una mano destra completa. In tutte queste impronte  perfettamente visibile il reticolato della pelle.
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Mentre avveniva il fenomeno la media accusava una pressione sulla tavoletta portante la carta e particolarmente quando avvenne l'impronta della mano intera; subito dopo ci venivano battuti 3 colpi col tavolino (senza contatto) annuncianti esperienza finita, e quindi veniva tosto acceso il lume. Allora lo mani della media apparivano perfettamente pulite, e perci oltre la convinzione morale si acquistava anche l'evidenza fisica che le impronte non erano dovute a contatto delle sue mani;(4)  da notare anche che non sarebbe stato possibile alla media pulirsi le mani prima dell'accensione del lume, vista l'intensit e la persistenza delle macchie che la carta affumicata lascia sulla pelle.
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A nessun'altra mano dei presenti si possono attribuire le impronte, non solo perch eravamo tutti legati in catena, ma perch l'impronta della mano completa  pi piccola della mano di ciascuno di noi, fatta eccezione della media.(5)
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Mediante scrittura diretta lo Spirito Vitale L. mi dice che gli porti da Udine una di quelle pallottole rosse che non sa come si chiamano (intende parlare di dolci) ed il curioso  che alla mia domanda se sapr dematerializzarle e mangiarle risponde affermativamente e con grande vivacit.
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Indi preso un tavolino rotondo leggerissimo fatto costruire a bella posta facciamo un esperimento di levitazione col contatto delle mani e nell'oscurit. Appena poniamo le mani sulla sua faccia superiore e non altrove, esso si solleva con sensibile forza ascensiva fino all'altezza che possono raggiungere le braccia della piccola media. In tal guisa esso vola alquanto per la stanza, indi fa per collocarsi sopra uno scrittoio.
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Osservo che sopra di questo ci sono le impronte sulla carta affumicata le quali potrebbero guastarsi e domando invece che venga collocato sopra il vecchio tavolino rotondo. Sono tosto esaudito. In un primo tentativo il tavolino riceve uno slancio troppo forte e vien portato al di l dell'altro scavalcandolo, ma subito viene rialzato e collocato sopra questo, indi aggiustato con piccoli movimenti in modo che i suoi tre piedi appoggino tutti in posizione sicura.
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Appena terminata la seduta procedo alla fissazione delle impronte coll'immergere le carte affumicate nell'olio di lino e porle poscia ad asciugare. Operai in tal guisa e colla medesima sollecitudine per le impronte ottenute in seguito.
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24 Ottobre, ore 11-12 ant.
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La media scrive sotto l'influsso del solito Spirito Luigia P. il quale ci promette nuovamente la riuscita dei nodi Zllner per questa sera ed anche ci da speranza di riuscir ad incatenare due anelli di legno fatti ciascuno di un sol pezzo. Ci spiega che i nodi li far rompendo il suggello e poi ricostruendolo. Dice pure che i nodi desiderati li potrebbe anche fare con un anello flessibile senza saldatura (legaccio in gomma, striscia chiusa di budello, ecc.) e da ci si comprende come in ogni caso il procedimento avrebbe dovuto esser quello di aprire l'anello dematerializzandolo in un punto, fare il nodo, indi ricongiungere il luogo di separazione con adatto processo di materializzazione. Per, come si vedr, le nostre aspettative rimasero sempre deluse.
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Ore 8. 30 - 11. 30 pom.
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Cominciamo col ricevere tre messaggi di scrittura diretta con lapis e carta dai soliti Spiriti Luigia P. e Vitale L.
Tentiamo nuovamente i nodi Zllner, questa volta usando una fettuccia in luogo di spago, ma due colpi soli battuti dal tavolino (senza contatto) ci annunciano dubbia riuscita. Troviamo in realt il solito nodo semplice fatto con tutto il cappio.
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Provo quindi l'intrecciamento di due anelli di legno che pongo l'uno accanto all'altro nelle due mani aperte della media, come di solito all'oscuro e con la catena chiusa. Sentiamo che si agitano e si urtano rumorosamente, e la media li sente alzare, indi il tavolino (senza contatto) con due colpi ci annuncia dubbia riuscita. Fatto chiaro, troviamo che uno degli anelli era stato semplicemente sollevato e sovraposto all'altro in modo che i loro assi coincidevano.
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Indi lo Spirito Vitale dematerializza qualche dolce posto nelle mani aperte della media, e d luogo ad un piccolo ma curioso incidente. Sta dematerializzando un dolce, e la media ci annuncia che gi le  stato preso di mano; pure i tre colpi del tavolino annuncianti successo si fanno ancora attendere un poco, mentre di solito seguivano immediatamente l'avviso della media; del resto, bench in ritardo, ci annunciano riuscita. Acceso il lume, esaminiamo, come sempre, a scopo di controllo, se mai per caso il dolce fosse caduto a terra; ed infatti a terra ne vediamo uno eguale a quello che avrebbe dovuto essere stato preso. Chiedo allora: Non sei dunque riuscito a prenderlo; ti  forse caduto?
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R. - S (col tavolino e con grande vivacit).
D. - Vuoi provare di nuovo?
R. - S (come sopra).
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Nel frattempo la media si fruga per caso nelle tasche, e non vi trova pi un dolce che le avevamo dato prima per lei, ed era eguale a quello in quistione. Quello trovato a terra doveva dunque essere il suo, mentre l'altro in realt era sparito. L'impressione che a tutti noi fa questo incidente  che lo Spirito Vitale, approfittando del nostro equivoco, tent di farci credere che, malgrado l'affermazione di successo, non aveva potuto appropriarsi il dolce. Questa trovata infantile viene premiata con un altro dolce ch'egli si porta via come gli altri.
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Ripetiamo l'esperimento delle impronte sulla carta affumicata. Prima otteniamo due punte di dita, poi sulla stessa carta altre tre. Cambiata carta, otteniamo un risultato inatteso; oltre un'impronta incompletamente riuscita di una mano destra simile a quella di ieri sera, troviamo tracciate alcune parole, colle quali ci vien chiesta l'armonica.
Disposto l'esperimento dell'armonica nel consueto modo, essa viene suonata con forza e con insistenza anche eccessiva; questa sera, oltre l'accordo dovuto al tasto che la media tiene sempre compresso, sentiamo spesso due note simultanee del canto: il che dimostra che vengono compressi anche due tasti per volta.
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Domando qualche manifestazione di luce, ma soltanto la media dice di vedere un punto luminoso persistente per qualche tempo. Si sentono invece colpi battuti con larga cadenza nella direzione di una finestra che sta dietro le mia spalle; io li prendo per colpi battuti in distanza sopra una trave da un martello pesante; ma gli altri sono d'accordo nel giudicarli provenienti dalla finestra, e mi fanno anche osservare che a quell'ora (sono le 11 di notte) in campagna non c' probabilit che alcuno lavori in opere di costruzione.
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Gli altri sentono pure una specie di raschiamento sulla medesima finestra, mentre io, che pure lo sento, lo giudico proveniente dal luogo occupato dalla media, che  per me in relazione opposta. So che chi non  famigliare con questi fenomeni vede in simili illusioni una prova della loro non esistenza obbiettiva, ma  pur possibile che tali illusioni siano parte integrante dell'obbietivit dei fenomeni medesimi. Mi spiego con un esempio. Uno specchio fa vedere un oggetto dove non , e perci crea un'illusione; quest'illusione poi, a sua volta, sotto il nome di riflessione, costituisce un fenomeno obbiettivo e reale per eccellenza, mentre altrettanto reale  l'esistenza dell'oggetto riflesso.
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Chiedo che con la scrittura diretta mi venga indicato quali sono i fenomeni che hanno questa sera maggior probabilit di riuscita, e con maraviglia troviamo sulla carta la seguente umoristica risposta:
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Io sono buono a mangiare i dolci.
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Indi procediamo alla levitazione del tavolino leggero coll'imposizione delle mani. Si solleva da terra con forza a giudicare dalla spinta che ricevono le nostre mani, e fa evoluzioni bizzarre anche con i piedi in aria. A mia richiesta rimane fermo colla colonna centrale in posizione orizzontale, mentre le nostre mani non toccano che la faccia superiore del disco, la quale per conseguenza, durante l'esperimento, viene a trovarsi in posizione verticale.
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Alla mia domanda, se anche la media potrebbe venir sollevata da terra,  risposto affermativamente.
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Trovandoci, ben inteso, sempre nell'oscurit, facciamo la catena intorno alla media, la quale rimane in mezzo ed in piedi come noi. Per due volte essa si sente alzata, ma non pi di qualche centimetro. Questo fatto viene accertato non solo dalle dichiarazioni della media che dice di sentirsi sollevare da qualche cosa che la regge sotto le ascelle, ma anche perch sentiamo la sua ricaduta dal rumore quasi simultaneo che fanno i suoi due piedi muniti di zoccoli di legno. N la ricaduta pu in nessun modo venir attribuita alla conseguenza di un salto spiccato dalla media, perch mancano affatto quei rumori ben noti e dei piedi e delle vesti che accompagnano il salto di una persona in abiti femminili.
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Durante la seduta, la nostra fantesca Caterina accusava una sonnolenza di natura particolare e quasi invincibile.
A mia domanda ci fu comunicato che essa subiva un'azione magnetica da parte degli operatori invisibili. A questo proposito chiesi se avrei potuto ottenere dalla media la cos detta incarnazione ipnotica, e mi fu risposto di s. Mi propongo di tentarne domani l'esperimento.
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25 Ottobre, ore 11 ant. - 12.15 pom.
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La media Anna scrive sotto l'influenza del solito Spirito Luigia P. Chiedo spiegazione di alcune parole che ci aveva scritto ieri sera colla scrittura diretta e che nessuno di noi pot decifrare. La spiegazione vien data, e comprendiamo benissimo che quello, e non altro, esprimeva la detta comunicazione.
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Questo fatto sembra pur militare contro la teoria dell'incosciente (subliminal self), perch a spiegarlo con tale supposizione bisognerebbe ammettere che l'incosciente di qualcuno di noi avesse saputo decifrare e comprendere il messaggio senza darne avviso alla coscienza rispettiva, e questo allargherebbe ancora gli attributi gi alquanto fantastici dell'incosciente. Ci vien chiesto qualche cosa da smaterializzare nelle ore pomeridiane.
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Anche oggi una risposta viene interrotta dalle parole: ora andate a pranzo, e pochi istanti dopo entra per chiamarci a tavola la fantesca da noi prima non udita.
L'esperimento d'incarnazione resta convenuto per le ore 3 pomeridiane.
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Ore 3.30 - 5
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Essendo io alquanto stanco, ero andato a dormire un poco. Quando mi sveglio, suonano le tre e mezzo, e cos con dispiacere mi trovo in ritardo. Scendo subito in cerca della media, e la trovo nella stanza a terreno, dove si tengono le sedute serali, che sta ricevendo comunicazioni tiptologiche col tavolino alla presenza di mia madre e di qualcuna delle persone di servizio. Mia madre mi dice che qualche tempo prima, non mi vedendo giungere all'ora convenuta, aveva chiesto al solito agente invisibile, se avesse dovuto chiamarmi, e le era stato risposto di no, perch mi sarei svegliato alle 3 mezzo. La predizione, con istupore di tutti, non poteva avverarsi con maggior precisione.
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Cominciamo coll'offrire allo Spirito Luigia P. vari oggetti posti in un piatto, che la media tiene in mano. Un pezzo di melagrana, che si trova fra le altre cose,  particolarmente e forse esclusivamente influenzato. Esso viene per lungo tempo agitato e sbattuto con rapidi e violenti colpi contro il piatto, talch, quando, dopo il segnale (senza contatto) del tavolino, possiamo esaminare le cose alla luce, lo troviamo in parte sgranato, con molti grani disseminati nel tondo. I grani non erano contati, e non possiamo verificare se uno o pi furono smaterializzati.
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Ci viene per comunicato di s. Poi viene dematerializzata una viola, ma con questa particolarit che essendo, a quanto pare, il gambo troppo lungo, esso viene con audibile schianto spezzato ed il superfluo lasciato nelle mani della media. Essi fenomeni avvengono ad imposte chiuse, ma con abbondante luce che penetra dalle fessure, cosicch anche questa volta potemmo sincerarci de visu che, mentre il tavolino si moveva, nessun essere visibile lo toccava.
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Faccio un nuovo tentativo infruttuoso per ottenere i nodi Zllner; dei nodi vengono fatti un po' pi complicati del solito ma sempre risolubili nello spazio di tre dimensioni. Durante l'azione si ode graffiar con rumore sul suggello, e poi se ne trova staccata una piccola scheggia, e la media sente il contatto di una mano che eseguisce il lavoro. Evidentemente era un tentativo per romperlo. Quanto alla mano dalla media non poteva esser quella di alcun astante, non vi essendo oltre a noi due altre persone presenti tranne Francesco, che era seduto lontano dalla media e fuori di portata di mano. La luce che penetrava dalle fessure lo rendeva perfettamente visibile.
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Aperte le imposte, ipnotizzo la media per suggestione, indi ottengo un sonno pi profondo con alcuni passi; si mostra subito suggestionabile (contrattura ed anestesia suggerita). Poco dopo mi dice di vedere una donna ed un fanciullo; ma, siccome ci avviene su mia domanda, se vedesse qualche cosa, la visione si pu facilmente attribuire ad allucinazione suggerita indirettamente dalla domanda stessa. Devo per notare che, richiesta dei connotati del fanciullo, Francesco, che  sempre presente, li dichiara corrispondenti a quelli del morto suo figlio Vitale; ma la corrispondenza di pochi dati senza segni caratteristici non ha importanza. Chiedo alla media se sente che quelle apparizioni le parlino, ma mi dice ripetutamente di no.
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Non posso lasciar passare questo fatto in apparenza insignificante senza un'osservazione; dir anzi, per incidenza, che in questi studi i minuti particolari sono in sommo grado istruttivi ed altrettanto trascurati a torto dagli osservatori. Dunque, tornando all'argomento, vediamo la media scorgere due apparizioni umane dopo la domanda se vedesse qualche cosa: dopo la domanda se li udisse parlare, la media non ode nulla. La prima inchiesta non era che parzialmente suggestiva, perch non determinava l'allucinazione, e questa non poteva venir suggerita nei suoi particolari che dalle nostre occupazioni abituali di questi giorni, o come si dice dall'ambiente psichico.
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La seconda invece aveva pi forza suggestiva della prima, perch pi concreta; di pi era evidentemente sorretta da un'autosuggestione potente in quanto che la vista pure allucinatoria di persone suggerisce immediatamente l'idea che possano parlare. In altri termini la resistenza da vincere nel soggetto per dargli la seconda allucinazione era assai minore che per la prima, mentre per quella l'intensit della suggestione era assai maggiore. Ci fa vedere che, l'effetto non essendo proporzionale alla causa supposta, la suggestione o non ne  la causa reale, o non  l'unica.
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Per avere una comunicazione tiptologica avvicino alla media il piccolo tavolino rotondo, e vi appoggio sopra le mani di lei. Ma osservo subito che in quelle condizioni l'azione  molto diminuita; il tavolino che col contatto delle mani della media desta balza con violenza, non eseguisce ora che piccoli e stentati movimenti. Non so che questo fatto sia stato osservato da altri, ma merita studio sotto parecchi aspetti, sia perch ci pu dare qualche lume sulle leggi della medianit, sia perch ci mostra che qualche fenomeno di medianit  incompatibile collo stato ipnotico, e c'insegna a diffidare quelle teorie che alla cieca fanno di tutto un fascio.
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Lo stato del sonno della media, durante questo esperimento  quello intermedio fra la letargia ed il sonnambulismo, che quantunque il pi comune e proprio dell'ipnosi, non ricevette alcun nome. Mentre il tavolino si moveva quel poco, la media diceva di vedere la donna apparsa muoverlo colle mani. Devo anche qui osservare che questa idea che concorda colle comunicazioni dette spiritiche, non fu da noi suggerita alla media.
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Volendo trattare le apparizioni vedute dalla media secondo l'ipotesi spiritica, dico alla donna a me invisibile che, se non pu far intendere la sua voce alla media, almeno risponda s o no con gesti del capo a qualche mia domanda. Qui l'azione suggestiva  evidente. La media doveva vedere i cenni del capo dell'apparizione; n io n altre persone presenti (mia madre e Francesco) potevamo attenderci altro. Invece con nostra meraviglia la faccia della media prende un atteggiamento pi serio ed un'espressione da donna adulta e con cenno della sua propria testa risponde alla domanda da me diretta allo Spirito; ci si ripete per parecchie altre domande, finch, temendo di stancarla (essendo questa la prima volta che veniva ipnotizzata), la desto. Il risveglio non avviene stentatamente come, nel pi dei casi, ma  istantaneo e completo con l'aprimento degli occhi senza lasciarle nessuna spossatezza n altra traccia dell'aver dormito.
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Subito dopo la media riceve qualche breve comunicazione insignificante colla scrittura, indi propongo al solito operatore invisibile di fare con me una partita al giuoco del filetto(6) servendosi del braccio della media. La proposta viene accolta con gran piacere, e messa subito in atto. La media sente il suo braccio trascinato indipendentemente dalla sua volont a collocare a posto, indi a muovere le pedine; e la partita, procede regolarmente salvo qualche piccolo imbrogliuccio tentato dal mio incognito avversario. Osservo per che, bendando gli occhi alla media, il giuoco diventa impossibile, perch le pedine non vengono pi collocate al posto giusto.
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Considerando superficialmente questa circostanza, sembrerebbe risultarne che i movimenti della media, bench involontari, pure, venendo coordinati dai suoi sensi, avevano origine esclusivamente in lei.  facile per scorgere che questa deduzione non  assolutamente rigorosa. Infatti, quando un soggetto agisce in forza di suggestione entrata per la via dei sensi o semplicemente mentale, i movimenti ne sono naturalmente diretti da tutte le azioni coordinatrici del suo organismo, ma ci non toglie che la causa determinante il complesso dell'azione abbia esistito fuori di lui. Se suggeriamo ad un soggetto ipnotizzato di tirare al bersaglio dopo il risveglio, egli lo far; ma, se durante l'esecuzione gli bendiamo gli occhi,  naturale che non colpir nel segno.
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E molti altri fatti sembrano dimostrare che il medio  non di rado trascinato ad agire dalle influenze dette spiritiche, non per via direttamente meccanica, bens per un processo suggestivo il quale produce quel miscuglio di caratteristiche in parte proprie del medio ed in parte no, che si riscontra particolarmente nel fenomeno delle comunicazioni intelligenti. Questo connubio ha notabile riscontro nel modo con cui un soggetto ipnotico eseguisce una suggestione;  notorio che durante l'esecuzione questi  sotto l'azione di due forze morali: la suggestione ed il proprio carattere le quali sono mescolate in proporzioni variabili. Se si applicasse questo concetto abbastanza ragionevole ai fenomeni di medianit, forse non esisterebbe l'odierna antitesi tanto viva ed acre fra i seguaci dell'ipotesi del medio unico agente e quella del medio affatto passivo probabilmente tutte e due errate.
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26 Ottobre.
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Iersera la seduta non pot aver luogo in causa di un forte mal di capo della media che perdura anche stamane. Sua madre m'informa che un simile malore le  abituale e ne  colta periodicamente, e perci non pu ragionevolmente essere attribuito all'abuso della sua forza psichica. Mediante l'ipnotizzazione glielo faccio cessare completamente.
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Ore 11.15 ant - 12.15 pom.
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La media scrive sotto le influenze sedicenti Luigia P. e Vitale L. Nulla di memorabile nelle comunicazioni salvo la solita interruzione per dirci andate a pranzo seguta subito dopo dalla chiamata. Alla mia domanda: Perch non hai potuto giocare la partita a filetto mentre l'Anna aveva gli occhi bendati? fu data la risposta: perch voleva che vedesse anche lei quello che io faceva. Siamo anche invitati di tornare alle ore tre.
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Pi tardi mi si  raccontato dalle persone di servizio che, mentre la media stava con loro pranzando, venne replicatamente fatta dondolare insieme colla sua sedia, e, toccandone un'altra di libera, ricevette comunicazioni tiptologiche.
Alle tre pomeridiane, essendo io assente, vennero fatte altre esperienze delle quali fui informato dopo da mia madre. Si ricevettero parecchie comunicazioni colla scrittura per mano della media non prive di qualche nota comica. Fu chiesto per tal mezzo che si applicassero delle tende affine di smorzare la luce che penetrava dalle fessure e di fare la catena. In queste condizioni tre dolci vennero dematerializzati.
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Ore 8.30 - 11 pom.
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Riceviamo due comunicazioni per iscrittura diretta nelle solite condizioni. Nella prima si fa qualche commento sulla presenza di Caterina, che sta seduta in disparte. Si tentano le solite smaterializzazioni, che non riescono. Gli operatori invisibili fanno comprendere, che la causa dell'insuccesso  la presenza di Caterina e che desiderano di comunicare facendo scrivere la media.
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Per tal mezzo vengono dette alcune piccole impertinenze alla Caterina, a cui viene con insistenza intimato di andar a dormire.  da notarsi, che nell'ambiente psichico formato delle intelligenze degli astanti non vi  nessuna tendenza ostile contro di lei. Per ultimo viene scritto:
Carissima Anna, va da Caterina a dirle in un orecchio una parola, che io ti dir col.
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E la media, che non ne comprende nulla, per mio suggerimento adempie l'incarico. Non appena  giunta presso Caterina si sente suggerire all'orecchio quello che deve dire. La commissione viene puntualmente eseguita dalla media, ma, sospettando si tratti di qualche altra parola impertinente, non credetti opportuno di chiedere spiegazioni. Inaugurato cos in tale curiosa circostanza il sistema di comunicazioni auditive, questo continu sempre durante le poche altre esperienze, che mi fu dato di far ancora, e ci con grande comodit e speditezza, specie durante gli esperimenti nell'oscurit. Richiesti gli agenti sconosciuti perch non avessero ricorso subito da principio a quell'espediente, risposero, che temevano di far paura all'Anna.
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L'armonica vien suonata, ma assai pi debolmente del solito, e da capo ne viene accusata la presenza di Caterina.
Disperando di ottener questa sera nuovi fenomeni, chiedo la levitazione di Anna, ma ci vien detto, che prima desiderano alzare il tavolino. Il tavolino leggero, sempre all'oscuro e col contatto delle mani, si solleva con alzate violente, che richiedono un discreto sforzo per venir frenate, e vola per la stanza all'impazzata. Ad un certo punto succede un piccolo parapiglia. Lasciamo il tavolino ed accendo un fiammifero. Vediamo allora, che Maria, la quale stava seduta in disparte presso al muro, ma volgendo a questo il fianco destro, giaceva a terra rovesciata sulla schiena insieme colla sedia.
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Siamo subito presi dal timore, che nei nostri movimenti alquanto disordinati al buio qualcuno l'abbia con un violento urto atterrata in quel modo cos pericoloso. Per appena fatto chiaro ella si risolleva subito e ci dichiara che nessuno di noi la urt, che fu soltanto toccata leggermente dal tavolino presso ad una spalla, e, dopo quel contatto, non certo bastante a rovesciarla, si sent non atterrata bruscamente, ma sollevata e deposta senza scosse a terra, da cui si sent impossibilitata a risollevarsi finch non fu acceso il fiammifero.  certo, che una ordinaria caduta sul dorso in quella posizione, sopra un pavimento di marmo artificiale, avrebbe avuto gravi conseguenze, mentre sta il fatto, che ella non ne risent il minimo male. .
Il giorno seguente vien comunicato alla media, che questo fu uno scherzo per divertirci.
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Passiamo alla levitazione della media, ma questa sera si nota, che la forza di sollevazione  minore; essa agisce anche irregolarmente, e la media, pi che sollevata verticalmente, viene spinta innanzi ed indietro. La sua impressione  come se due diverse persone tentassero di sollevarla prendendola ciascuna sotto un'ascella, ma, non riuscissero ad accordare i loro sforzi.
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Noter inoltre come semplice fatto di osservazione, che alla media fu comunicato per via auditiva, che questa sera, riuscendo il fenomeno pi difficile, agivano insieme le due influenze Luigia e Vitale.
Durante questo esperimento, e a nostra richiesta anche dopo, vengono veduti lampi luminosi. Io ne vedo due, uno particolarmente intensissimo, ma quest'ultimo mi ha tutta l'apparenza di un baleno meteorico entrato da uno spiraglio, che esiste sopra la porta dell'atrio attiguo.
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Gli altri per, che ne scorsero collettivamente un numero maggiore, sono tutti unanimi nel provare il contrario col fatto, che avevano apparenze diverse l'uno dall'altro ed alcune inconciliabili con quelle, che avrebbero potuto aver bagliori provenienti dall'esterno. Su questo proposito devo riferirmi a quanto dissi prima (a pagina 11) circa l'inettitudine della mia vista per simili osservazioni. Aggiungo soltanto, che mia madre, uscita poco dopo ad esaminare il cielo, mi riferisce che  sereno, ci che diminuisce in sommo grado la probabilit di lampi meteorici, i quali avrebbero dovuto essere molto intensi per quella luce, che io aveva prima attribuita a tal causa.
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Questa sera siamo per fortunati di osservare un fenomeno nuovo (ben inteso relativamente alle nostre esperienze). Il corpo della media per tre volte, a mia richiesta, viene allungato. Nel primo esperimento io mi colloco vicino a lei, con le punte dei miei piedi stringo i suoi calcagni, in modo di assicurarmi che questi non abbandonano il suolo, ed appoggio una mano sopra la sua testa, mentre gli altri fanno la catena intorno a noi. In queste condizioni sento, che la sua testa si innalza gradatamente e sensibilmente, mentre i suoi piedi restano immobili.
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Altre due volte ripeto l'esperimento collocandola ritta contro il muro e segnando su questo la statura normale e quella allungata coll'aiuto di una squadra, mentre in entrambi i casi coi miei piedi mi assicuro l'immobilit dei suoi.
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L'allungamento misurato risulta tutte due le volte eguale a tre centimetri; in questi due ultimi esperimenti non vien fatta catena. Il fenomeno, dietro consiglio avuto per comunicazione auditiva, si esperimenta all'oscuro, ma, ottenuto il massimo allungamento, le due ultime volte si accende subito il lume, e tutti possiamo vedere la testa della media ridiscendere gradatamente. Tanto l'allungamento che il ritorno alla statura normale avvengono in meno di un minuto.
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Questa sera, durante il fenomeno della scrittura diretta, cerco di verificare l'immobilit delle mani della media. Ci viene per comunicato che la scrittura non si sarebbe effettuata, se io avessi colle mie mani toccate quelle della media. Allora la faccio sedere alla mia sinistra e dispongo, che, mentre le sue mani reggono nel suo grembo la tavoletta su cui  posta la carta ed il lapis, la sua destra prema sopra il mio ginocchio. E la scrittura avviene come al solito, mentre sento la sua destra immobile.
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In un esperimento, quantunque non riuscito, di dematerializzare una viola, faccio pure, che la media appoggi, anzi prema sopra un mio ginocchio il dorso delle sue mani contenenti il fiore. Come di consueto sento, che la viola si agita a lungo e con rumore, mentre contemporaneamente sento immobili le mani della media; avverto soltanto di tratto in tratto degli aumenti bruschi di pressione, e la media nello stesso tempo dice di sentire delle dita premere nelle sue mani.
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27 Ottobre.
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Stamane la nostra domestica Caterina, che iersera fu fatta segno alle piccole persecuzioni gi riferite, ci racconta spaventata, che durante la notte prov un'impressione come se qualcuno fosse entrato nel suo letto; dice che sent spostar il letto medesimo ed oscillare le pilette dell'acqua santa appese al muro; ud rumori di passi ed ebbe la sensazione di essere stata toccata. Acceso un lume ad olio munito di spegnitoio, dice che sent replicatamente in quest'ultimo dei piccoli colpi, come se qualcuno avesse tentato di sollevarlo un poco per spegnere il lume e poi l'avesse lasciato ricadere.
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Dormendo essa in compagnia dell'altra fantesca Maria, tent di svegliarla, ma non le fu possibile vincerne il sonno, che le sembr anormalmente profondo. Dice ancora, che quello che le fu comunicato all'orecchio dalla media nelle circostanze gi menzionate era una minaccia di tali spauracchi, se non avesse abbandonato la stanza della seduta.
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Non riporto queste cose, che pel dovere di non trascurar nulla.  ovvio, che le si possono spiegare coll'effetto suggestivo delle parole udite la sera prima; ma, dato l'insieme degli altri fatti, ad onta della poca seriet dell'uso ora invalso di non tener calcolo delle osservazioni imbarazzanti per relegarle nel campo dell'allucinazione, credo ragionevole supporre, se non altro, possibile la loro realt.
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Ore 10.50 ant. - 12.10 pom.
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La media scrive automaticamente sotto l'abituale influenza. Vengono dati schiarimenti sullo scherzo fatto alla Caterina del quale la media aveva conoscenza. In questi vi  un solo punto degno di nota. Alla mia domanda come i fenomeni avessero potuto avvenire senza la presenza della media, fu risposto che gli agenti andarono a prendere la sua forza, lasciandola come morta, e trasportarono detta forza sul luogo dell'azione. La spiegazione, bench in termini grossolani,  per nel fondo quella medesima che fu tante volte ottenuta in simili casi; e va ricordato, che la media non poteva averne mai ricevuta la minima idea.  forse trasmissione del mio pensiero?
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Per chiarire la cosa tento se mi riesce ottenere, che la media scriva numeri, che io traccio fuori della portata della sua vista. Il risultato  affatto negativo, e le spiegazioni che ci vengono date degl'insuccessi, hanno tutta l'aria di raggiri. In occasioni antecedenti e con altri medii avevo gi incontrato delle difficolt nell'ottenere questo risultato ma allora potei almeno contare un numero di successi assai superiore a quello, che si sarebbe potuto attribuire al caso.
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La non riuscita a colpo sicuro di qualsiasi trasmissione intelligente in simili ed altri casi per opera dei supposti Spiriti costituisce una forte difficolt nell'ammettere la loro esistenza, ma altres contro l'ipotesi della suggestione mentale da parte degli astanti.  giusto per osservare, che, se altri fatti rendessero inevitabile l'ammettere l'esistenza degli Spiriti, questo argomento contrario rimarrebbe in seconda linea, giacch non proverebbe altro che l'esistenza di qualche difficolt da noi ancora incompresa, sia fisica per riguardo al modo con cui gli Spiriti vedono, sia psichica circa la loro inclinazione od attitudine intellettuale per simili esperimenti.
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Vien fatta la solita interruzione nella scrittura colle parole andate a pranzo pochi istanti prima della chiamata. L'ora di questa chiamata non essendo ogni giorno precisamente la stessa, non si pu per conseguenza spiegarne la ripetizione con una suggestione determinata dall'ora.
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Ore 3.15 - 5 pom.
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Altre comunicazioni di nessun interesse, salvo pel loro carattere incoerente e menzognero. Le intelligenze operanti mostrano d'irritarsi per le mie osservazioni.
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Ore 8.30 - 10.30 pom.
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Cerco in principio di ottenere un messaggio colla scrittura diretta, ponendo la media a sedere fra me e mia madre facendo in modo, che, mentre tiene la tavoletta portante carta e lapis, ciascuna delle sue mani poggi sopra uno dei nostri ginocchi, e ci affine di riscontrare l'immobilit delle sue due mani. Ma aspettiamo inutilmente, e poi per via auditiva vien comunicato alla media, che l'insuccesso dipende dal non aver noi conservata la posizione abituale. Allora faccio passare la media come iersera alla mia sinistra, e, mentre sento la sua destra premere il mio ginocchio, udiamo che il lapis scrive.
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Troviamo un messaggio poco intelligibile, da cui per si comprende il malumore di chi scrive per miei lagni sulla sua poca sincerit e per il desiderio da me mostrato durante le comunicazioni di oggi di esser assistito da altre intelligenze della stessa natura, ma pi coerenti e veridiche. In quell'occasione anzi fu dimostrata una biasimevole gelosia, affatto simile a quella che in eguali circostanze avrebbe palesato un essere irritabile e permaloso, giacch la intelligenza scrivente disse, che, se io non ero contento di lei essa non avrebbe permesso ad altri di mettersi in rapporto con me; ma poi, visto che la minaccia non aveva prodotto alcun effetto, soggiunse che, ove fossi entrato in rapporto con altri essa si sarebbe allontanata.
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Per via auditiva vien detto alla media, che prenda carta e penna per ricevere una comunicazione colla scrittura mediata. Riceviamo in tal modo una curiosa comunicazione, colla quale la solita influenza, che si firma Luigia P., prende congedo da noi, a cagione dei nostri piccoli malumori, chiede scusa del disturbo recato e ringrazia per s delle viole e per Vitale dei dolci ricevuti; aggiunge che Vitale si fermer un poco in attenzione di un altro, e che ci prega intanto di dargli un momento l'armonica da suonare; conchiude salutandoci cordialmente.
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Alle mie parole di conciliazione risponde mostrando un mal celato desiderio di arrendersi; persiste prima debolmente nel suo proposito, assicurandoci che avrebbe avuto tante belle cose da dirci, ma che invece rimarr soltanto coll'Anna (la media) e le dir a lei sola. Finalmente, venuta a pi miti consigli, dice che per questa sera non andr via, e la mano della media vien guidata a cancellare tutte le parole scritte prima.
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Cedendo alla domanda fattaci, rinnoviamo il solito esperimento dell'armonica, ma questa suona dapprincipio con grande stento, e la media dice, che l'istrumento le vien girato nelle mani. Chiesto qual impedimento ci fosse, vien risposto alla media per via uditiva: Accendete il lume. Acceso il lume, vediamo che l'armonica toccava la gamba del tavolino, ci che impediva i suoi liberi movimenti, e, se  vero che l'azione della medianit dipenda da un fluido, che esce dal medio ed impregna l'oggetto su cui opera, forse quel contatto produceva anche un disperdimento cio una sottrazione di esso fluido.
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Poi due dolci vengono dematerializzati, ma durante l'esperimento gli agenti invisibili non permettono alla media di tener le sue mani con entro i dolci sopra il mio ginocchio come iersera, bens su quello della Maria, che le sta dall'altra parte.
Domando se potrei ottenere una trasfigurazione (alterazione della fisonomia) della media, che avremmo osservata alla luce di una lampada a fosforo, che aveva prima preparata, e vien risposto per via auditiva: Non sappiamo; proveremo. Conveniamo che la fisonomia della media abbia a modificarsi cos da acquistare quel tanto di rassomiglianza che sar possibile col defunto bambino Vitale, figlio del Francesco qui presente.
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Mentre illumino con discreta intensit il viso della media mediante la bottiglia di soluzione fosforica, che le agito dinnanzi ed alla quale d molta aria, una sensibile trasformazione avviene ed  osservata da tutti. Il viso della media sembra arrotondarsi ed assumere aspetto pi infantile. Tanto il Francesco quanto un'altra persona presente, che conobbe il bambino Vitale, dichiarano la rassomiglianza molto forte.
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Facciamo un secondo esperimento di tal genere, chiedendo che la media assuma i lineamenti di suo fratello Giuseppe. Anche questa trasfigurazione fu ben visibile e pronunziata per tutti gli altri, e, malgrado non sia stata altrettanto per me, l'ipotesi dell'allucinazione collettiva mi pare inapplicabile. Questa seconda volta io osservai pi particolarmente il profilo della media, che mi parve non subisse variazione, onde a me il cambiamento sembr assai piccolo.
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Per l'attenzione aspettante non ha solo l'effetto, che piace tanto a quelli, che non ammettono l'esistenza dei fenomeni in quistione, ma ne ha anche uno di opposto, del quale essi non amano tener calcolo. Io mi aspettava, come  naturale, che il secondo esperimento riuscisse meglio del primo, e, siccome rimasi deluso nella mia aspettazione,  probabile che anche questa causa insieme colla prima abbia contributo a farmi apparire meno spiccato il fenomeno.
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Del resto non saprei raccomandare abbastanza per evitare sterili discussioni di valersi sempre quando  possibile in casi analoghi della fotografia istantanea; era quello che mi proponeva di fare anch'io, se le esperienze non avessero dovuto disgraziatamente terminare colla presente seduta. Le trasformazioni ed i ritorni allo stato normale avvenivano gradatamente in un tempo che posso stimare poco pi di un minuto per le prime, ed un po' meno per i secondi.
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Rinnoviamo l'esperienza dell'allungamento della media, ma servendoci questa volta di un regolo verticale piantato sopra una base fatta in modo che la media non possa sostenersi che sulle calcagna, mentre il rimanente dei piedi resta senza appoggio. In tal guisa le  impossibile, anche volendo, di alzarsi in punta di piedi.
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Trovo un allungamento assai minore che iersera: poco pi che un centimetro. L'esperimento  compiuto nell'oscurit, mentre gli altri fanno la catena intorno alla media ed a me che le sto vicino per verificare l'allungamento e al tempo stesso l'immobilit dei suoi piedi. Posta la media nell'identica posizione, e dettole di fare ogni sforzo per alzarsi da s in qualunque modo, riesce a fatica e con movimenti molto visibili ad alzarsi di mezzo centimetro. Perci l'effetto accertato questa sera, bench piccolo,  reale. Durante l'esperimento la media ha i piedi nudi.
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La levitazione del tavolino col contatto delle mani si effettua come di ordinario; ma quello della media comincia colle medesime particolarit di iersera, e non avviene completo.
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Notiamo che questa sera in cui non esiste la consueta armonia fra noi (cio le nostre personalit coscienti) e le intelligenze estranee (se non altro alla nostra coscienza), certi fenomeni, come l'allungamento e la levitazione della media, riescono con minor intensit; anche l'armonica vien suonata per poco, mentre prima non ismetteva dalla sua insistenza che a nostra esortazione; forse alla medesima causa va attribuito il rifiuto di eseguire la scrittura diretta sotto il doppio riscontro di mia madre e mio, e quello di operare le dematerializzazioni colle mani della media appoggiate sul mio ginocchio. -
Come il lettore osserver subito, le precedenti esperienze hanno tutto il carattere di ricerche preliminari fatte in gran fretta e senza metodo. E tali erano infatto, perch destinate specialmente a scandagliare le attitudini sempre crescenti della media. Il mio scopo era quello di cercare da prima a quali generi di fenomeni essa era atta, e poi di studiarli uno ad uno con pi pazienti e pi ordinate indagini. La mia speranza fu disgraziatamente delusa, perch la superstizione mi tolse bruscamente quell'ottimo soggetto, n ho ragione di sperare che esso in tempo pi o meno lontano mi possa prestare nuovamente l'aiuto delle sue preziose facolt.
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Non ho pi che da riferire qualche fenomeno avvertito la notte del 28-29 Ottobre, ossia quella che segu il primo giorno nel quale non si fecero pi esperimenti. Verso le tre antimeridiane il domestico viene a chiamarmi e con aria spaventata (mentre di natura  coraggiosissimo) mi racconta: che durante tutta la notte ud rumori tipo graffiature nella sua camera ed ebbe pure l'impressione che le coperte del suo letto venissero tirate; che questo non lo spavent, ma s lo secc alquanto; che volle accendere il lume, ma, visto che c'era dentro poco petrolio, scese in cucina per riempirlo; che appena giunto in cucina sent un forte colpo venire dalla stanza vicina dove si facevano gli esperimenti serali la qual cosa lo sconcert assai; che quel rumore non aveva il carattere n di uno di quei forti scoppi che spesso produce un mobile nel fendersi, n di un forte pugno dato sopra legno, ma pareva quello che avrebbe fatto una pesante tavola (nel luogo indicato questa esisteva) se fosse stata sollevata e indi lasciata cadere a terra di peso.
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Cercai di tranquillarlo, ma durante il rimanente della notte io stesso non potei dormire a cagione di continui picchi che mi pareva provenissero dalla stanza superiore in cui dormiva mia madre, e che per di pi temeva potessero spaventarla. Al mattino per ella mi disse di non aver udito nulla. Ma io li ho sentiti nel modo pi distinto proprio come sento qualunque altro rumore normale; ora il mio udito  sanissimo, e non ebbi mai allucinazioni auditive. - Da indi innanzi non accadde pi nulla d'inusato.
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Se ora mi si domandasse quali ragionevoli conseguenze si possano ritrarre dalle presenti osservazioni, dovrei francamente rispondere che, se le ricerche ben pi vaste e magistralmente condotte da sommi scienziati non condussero ancora a sicure deduzioni, tanto meno sono in grado di farlo le mie le mie troppo brevi ed incomplete esperienze. Le credo degne di nota soltanto perch, fin dove giungono, collimano perfettamente colle altre, e sono state ottenute, circostanza questa importatissima, per opera di un medio che non avrebbe voluto n saputo ingannare e che prima era totalmente digiuno di codesti fenomeni.
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Credetti per utile di porre in rilievo alcune particolarit le quali, se non permettono di decidere quale sia la natura delle intelligenze che cos si manifestano, almeno offrono qualche punto d'appoggio alla discussione. Ripeto quanto dissi da principio che, se spesso le chiamai Spiriti, usai questa parola per semplicit di linguaggio, e non intesi che la si dovesse necessariamente prendere nel senso adottato dagli spiritisti propriamente detti.
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Per le considerazioni, che ho stimato di fare su quelle particolarit, mi pare possano se non altro condurre a questa parziale conclusione: che i fatti qui riferiti, se non offrono veruna nuova prova in favore della teoria che ammette l'intervento d'intelligenze con esistenza propria ossia di personalit estranee ai viventi, non ne offrono alcuna di seriamente contraria.
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FINE.
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Note al testo.
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(1) Gli esperimentatori dei fenomeni spiritici non ignorano ci che a torto si chiama inganno incosciente; gli oppositori sistematici ignorano invece che esso medesimo costituisce un fenomeno dello stesso ordine degli altri spiritici.
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(2) Queste citazioni e quelle che far in seguito sono tradotte dal dialetto friulano nel quale vengono date le comunicazioni originali.
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(3) Li chiamo nodi alla Zllner solamente perch il fisico ed astronomo tedesco Zllner fu il primo a farne uno studio scientifico valendosi degli esperimenti dell'opera del celebre medio Slade. Questi nodi, bench affatto semplici, sono di tal forma che, nelle circostanze normali, non possono venir fatti che alla condizione che un capo dello spago rimanga libero. In presenza dello Slade avvenivano invece egualmente mentre i due capi dello spago erano assieme suggellati.
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(4)  noto per che esistono speciali fenomeni di trasferta fra le materializzazioni ed i loro medi, i quali fenomeni nel nostro caso avrebbero potuto produrre l'annerimento delle mani della media, senza che queste avessero direttamente toccata la carta affumicata.
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(5) Naturalmente io aveva in animo di prendere le impronte delle mani della media per istituire confronti, ritenendo di poter fare ci in seguito ed a mio agio, ed essendo troppo occupato negli esperimenti differii questa breve ma importante operazione, finch venne il giorno, per me inaspettato, in cui non solo fui costretto a troncare gli esperimenti ma anche ad astenermi dal far fare alla media qualunque cosa che con essi avesse rapporto.
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(6) Detto nel Veneto Tria; si giuoca con pedine su figura apposta.
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FINE.